Remon incanta tutti: fuggito dalla guerra a 14 anni. Una testimonianza toccante

Remon incanta tutti: fuggito dalla guerra a 14 anni. Una testimonianza toccante

L’incontro – Sguardo profondo come il mare che ha attraversato. È arrivato dall’Egitto a bordo di un barcone senza voltarsi mai. “Qui ho trovato amore e sicurezza”

Un’iniziativa speciale nata così, un giorno, tra una lettura e l’altra. Ad aprile, quando la professoressa Maria Luisa Calabrese ha proposto ai ragazzi di leggere il libro “Il mare nasconde le stelle” non si aspettava un coinvolgimento così travolgente nei suoi studenti.

Il testo è stato letto dagli alunni dai 14 ai 17 anni e tutti hanno trovato la storia commovente, parlava di un ragazzo come loro, di sentimenti forti, di paura, di speranza. Ma anche di incognite, di amore e odio. Una delle studentesse dell’istituto “Medaglia d’Oro” ha cercato sui social Remon: grande è stato il suo stupore quando lo ha rintracciato. «È arrivata a scuola – ha spiegato la docente – e mi ha detto “credevo fosse una storia inventata, un nome fittizio, invece esiste davvero”».

Soddisfatto il dirigente Marcello Bianchi e la professoressa Angela Fasulo, altra referente del progetto. La storia di Remon, un quattordicenne come tanti, ha acceso un fuoco nei cuori e nelle anime dei ragazzi, tanto da dare vita a un’amicizia forte e all’incontro di ieri mattina.

Remon ora non ha più 14 anni, ne ha 17, ma nei suoi grandi occhi scuri c’è tutta la profondità di quel mare che ha attraversato per fuggire dalla guerra. Nel sorriso dolce ha tutta la speranza di un giovane uomo che ha visto tutto il brutto che molti non vedranno mai in tutta la loro vita. «Io un giorno ho deciso di andare via, non ho salutato mia madre e mio padre, neanche mio fratello, mi sono rivolto a degli scafisti e non mi sono voltato più alle spalle.

Nell’attesa della partenza non ero solo, mi sono chiesto più volte cosa stessi facendo, poi ero già sul barcone, un mezzo precario, avrebbe potuto trasportare una ventina di persone, noi eravamo circa 200. Qualcuno non ce l’ha fatta, c’erano anziani, donne, bambini anche piccolissimi. Nel mare, nei lunghi giorni del viaggio, sono stati sette ma ne sono sembrati molti di più, il silenzio era assordante, nessuno parlava, nessuno voleva “mostrarsi” agli altri, tutti accomunati da un passato di terrore.

Quando ho lasciato la mia famiglia mi sono spezzato a metà ma sono andato avanti. I miei genitori e mio fratello erano tutto per me, come lo sono per voi, qui ho trovato due persone che mi amano, non sono i miei veri genitori, ma qualcosa di molto simile. Sono stato fortunato, sono sopravvissuto, ho trovato amore e sicurezza. Non è così per tutti, c’è chi ha subito torture e vessazioni».

Il ragazzo ha raccontato la sua storia, lo ha fatto ridendo e scherzando, non senza qualche attimo di commozione, poi ha detto: «Non so se, tornando indietro, avrei la forza di rifare tutto. Ho rischiato di morire, altri sono finiti in fondo agli abissi… il mare nasconde le stelle».

Redazione

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